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LETTERATURA URBANA
Venezia percorsa dalle parole

Da nove anni Venezia sperimenta, attraverso Subway, un’iniziativa di “letteratura urbana” sotto traccia, con la città attraversata da flussi di parole che si intersecano con i flussi giornalieri dei suoi abitanti (sempre più ridotti di numero) e dei “city user” (stimati in almeno il doppio del numero degli abitanti). Stimolare la creatività giovanile, in una città metropolitana connotata da un’età media sempre più elevata e invitare alla lettura il popolo dei pendolari non leggenti era lo scopo originario della manifestazione, ma negli anni si è trasformata in una “sonda” dell’universo giovanile, che aiuta a comprendere come la città viene vissuta e percepita e quindi può contribuire, da Milano a Venezia, da Bologna a Napoli... alla creazione di nuove urbanità.
Subway è un premio letterario che nasce a Milano nel 2002 da un progetto di Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino, e ha visto, fin dal primo anno, a Venezia la collaborazione organizzativa di Davide Federici e l’adesione convinta del Comune. L’iniziativa mira a scoprire e valorizzare nuovi talenti letterari (possono partecipare giovani under 35) ed è rigorosamente no-profit, ovvero i libriccini vengono stampati e distribuiti gratuitamente, grazie a sponsorizzazioni (in numero limitato) e alla collaborazione dei comuni e delle aziende di trasporto pubblico nella collocazione dei Juke-Box Letterari.
Il juke box letterario è un espositore dal quale il viaggiatore-lettore prima di salire sul mezzo (metro, vaporetto, ecc.) può prendere gratuitamente una copia di un volumetto a sua scelta. Ogni espositore contiene una cinquantina di copie di ciascuno dei dodici titoli (i libretti hanno un formato di circa 10-15 cm, e foliazione di 8, 16 o 32 pagine), su ciascun libretto è riportato chiaramente in copertina, oltre al nome dell’autore e al titolo, il genere cui appartiene il racconto (un genere vero, per esempio "horror-noir”, “thriller", "rosa", "filosofico", "pulp" eccetera; ma anche fittizio e inventato per l’occasione “non sense”, “pendolare” “oscillante”, “frammentato”); e il numero di fermate necessarie a leggerlo (ci potranno dunque essere, per esempio, un volume con un racconto o raccolta di poesie da 10 fermate, e un volume con 5 racconti da due fermate).

Sono 12 gli scrittori e 8 i poeti vincitori dell’edizione 2010, tutti esordienti, ad essersi aggiudicati il diritto di pubblicazione e distribuzione nazionale delle loro opere, tra le 1.300 pervenute da tutta Italia. In totale se in ventisei postazioni tra Venezia e Mestre saranno disponibili 800.000 copie dei messaggeri cultural-pendolari stampati da Subway su carta riciclata al 100%; tra maggio e ottobre circoleranno in tutta Italia ben 5.200.000 di copie.

Nei primi anni l’ambito di diffusione è stato limitato a tre città apripista: Milano, Venezia e poi Bologna (dove si è diffuso grazie alla “scoperta” di un funzionario Hera turista a Venezia), ed è servito a connotare localmente le tematiche della città ospitante l’iniziativa. A Venezia i Juke-Box Letterari 2010 sono presenti dal 10 settembre fino al 22 ottobre presso le principali fermate ACTV del Canal Grande, per la prima volta anche la terraferma (a Mestre presso il Centro Candiani, il Centro Commerciale Barche e presso la Biblioteca Settembrini) sarà coinvolta nell’esperimento di lettura diffusa.
E anche quest’anno i libretti Subway-Letteratura dedicati agli scrittori e ai poeti distribuiti a Venezia, sono affiancati da un 13° libretto dedicato al Premio Speciale Città di Venezia, giunto alla quarta edizione, con l’obiettivo di promuovere le nuove creatività letterarie presenti nel territorio veneziano. La Giuria, presieduta da Adriano Donaggio, con la partecipazione della direttrice della Biblioteca Nazionale Marciana, Letizia Sebastiani, ha premiato quest’anno Antonio Velleca, classe 1978, autore di “Il Comitato”, sulle tematiche dell’esodo dei giovani dal centro insulare, legate in primis al mercato immobiliare, trattate in modo brioso, soddisfacendo anche alla richiesta -inserita nel bando- di coinvolgimento di Antonio Vivaldi (e/o altri personaggi storici veneziani) nella narrazione.

Sarà un mezzo così agile e leggero l’incentivo necessario a ritornare a leggere la città nelle sue nuove forme sociali per riconfigurare un ambiente urbano sostenibile?
Sicuramente questi libriccini da leggere durante il viaggio in vaporetto, in bus, in metropolitana configurano un nuovo modo di parlare della città. Per questo all’iniziativa nazionale si è aggiunto un concorso separato per selezionare il testo “localmente connotato”, in riferimento alle tematiche specifiche di ciascuna città ospitante l’iniziativa.
Non a caso il testo vincitore a Venezia nel 2010 individua un modo nuovo di parlare della città e delle sue tradizioni, al di fuori dell’asprezza del linguaggio della politica o dell’astrattezza delle formulazioni teoriche.

Le parole diverranno mattoni per costruire la nuova urbanità ?

[ Data di pubblicazione: 13 settembre 2010 ]

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