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Le dinamiche della popolazione straniera nella città lagunare
A Venezia sei stranieri ogni 100 residenti

Venezia è il capoluogo di una delle quattordici aree metropolitane italiane , che faticosamente stanno cercando di delimitare il proprio territorio di competenza e definire strategie di sviluppo di area vasta. Ci si trova di fronte al problema di stabilire dei criteri validi per formare aggregazioni territoriali che possano assurgere allo status di metropoli. Quali sono le variabili che consentono di delineare l’esatto ambito amministrativo di un’area metropolitana? Il tema è molto controverso e le difficoltà del processo di formazione delle aree metropolitane, a partire dalla legge 142/1990 che per prima le ha istituite, sono numerose, tanto quanto le opportunità offerte ad alcuni comuni italiani, dall’applicazione di una programmazione territoriale spazialmente integrata che apre possibilità di azione a contesti con dinamiche sociali, abitative, economiche, infrastrutturali, ambientali difficilmente isolabili.

Il tema che ora interessa analizzare più da vicino è quello delle dinamiche relative ai movimenti di popolazione straniera a Venezia, come città-capoluogo regionale e come città-capoluogo di un’area metropolitana.
In ambito regionale, prendendo come riferimento le città capoluogo venete inserite all’interno della direttrice Venezia-Milano, ovvero dal previsto Corridoio 5 transeuropeo (Padova, Vicenza, Verona), l’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione totale residente a Venezia è in assoluto la più bassa. Nel 2006 l’incidenza di stranieri a Venezia si attesta al 5,5%, contro l’8,9% di Verona, l’11,7% di Vicenza, l’8,7% di Padova e l’incidenza media dei sette comuni capoluogo pari al 7,5%.

Popolazione residente nel biennio 2006 nei comuni capoluogo del Veneto

Capoluogo Popolazione residente al 2006 Variazione 2006/2005 Popolazione straniera 2006 Variazione % 2006/2005 Incidenza (%) Variazione incidenza 2006-2005
Belluno 35859 0,7 1493 13,6 4,2 0,5
Padova 210985 0,1 18263 12,2 8,7 0,9
Rovigo 51081 0,4 2216 17,2 4,3 0,6
Treviso 82399 0,3 7906 9,8 9,6 0,8
Venezia 269780 -0,5 14769 13,5 5,5 0,7
Verona 259380 0,1 23166 9,6 8,9 0,8
Vicenza 114232 0,7 13351 10 11,7 1

Fonte: elaborazione su dati ISTAT

Nel biennio 2005-2006 l’incremento di popolazione straniera nei comuni capoluogo veneti presenta un andamento crescente ma è Venezia che registra, dopo Treviso, la variazione percentuale più alta (13,5%). Una tendenza questa che per Venezia trova conferma anche nel biennio 2006-2007 in cui gli stranieri passano da 14.769 a 16.959, con un incremento del 14,8%.

Popolazione residente nel biennio 2006-2007 nel comune di Venezia

  Popolazione residente 2006 e 2007 Variazione % 2007/2006 Popolazione straniera 2006 e 2007 Variazione % 2007/2006 Incidenza (%) 2006 e 2007 Variazione incidenza 2007/2006
Venezia 269780 - 268934 -0,3 14769 - 16959 14,8 5,5 - 6,3 0,8

Fonte: elaborazione su dati ISTAT

Quindi, rispetto al contesto regionale, anche se l’incidenza di stranieri a Venezia si mantiene bassa, all’interno del comune la presenza di stranieri presenta un ritmo di crescita elevato. Nel 2005 gli stranieri nel comune di Venezia erano 13.008, il 4,8% della popolazione totale residente, mentre nel 2007 sono 16.959 con un’incidenza del 6,3%. Questi dati sono molto significativi anche perché si accompagnano ad un costante decremento della popolazione residente, fenomeno questo singolare rispetto agli altri capoluoghi di provincia del Veneto che nel periodo 2005-2006 segnano una variazione percentuale positiva.
Per quanto riguarda la composizione della popolazione straniera per Paese di provenienza, la città lagunare presenta alcune peculiarità. Mentre negli altri comuni capoluogo gli stranieri provengono in prevalenza dall’area balcanica e dalla Romania, a Venezia le prime tre etnie presenti al 2007 sono composte da bengalesi (1%), moldavi (0,6%) e ucraini (0,5%). Questi sono individui solitamente impiegati nei settori della ristorazione, alberghiero e dell’assistenza domiciliare alle famiglie e agli anziani.

Nel 2006, tra le città capoluogo delle aree metropolitane del Centro-Nord, fatta eccezione per la città di Genova, Venezia presenta l’incidenza di popolazione straniera sul totale della popolazione residente più bassa (5,5%), dato inferiore all’incidenza media che è del 7,4%.

Cosa implica, allora, per il comune di Venezia questa disamina sintetica delle dinamiche migratorie? Fondamentalmente due cose. In primo luogo Venezia dovrà dotarsi di una quota aggiuntiva di servizi e di residenze, perlopiù pubbliche, necessaria per fronteggiare il consistente aumento di popolazione straniera che decide di vivere stabilmente nel territorio comunale e che generalmente è composta da una buona percentuale di giovani coppie con figli.
In secondo luogo la città lagunare dovrebbe riuscire a “catturare” una parte delle centinaia di migliaia di individui che annualmente “usano” la città per brevi periodi (turisti, lavoratori) per colmare il continuo calo demografico, dovuto tanto al saldo naturale costantemente negativo che ai trasferimenti di popolazione verso altre aree della Regione. Non si tratta quindi solo di attuare politiche di rientro di veneziani che sono andati via, ma di riuscire ad attrarre e fissare sul territorio nuova popolazione (italiana e straniera) che ora “attraversa” e “usa” Venezia per tempi brevi (professionisti, imprenditori, ricercatori, ecc.).
Questi sono obiettivi strategici e prioritari per una città che punta a divenire il punto di riferimento per lo sviluppo di relazioni sociali, economiche e culturali stabili di livello metropolitano.

[ Data di pubblicazione: 15 novembre 2007 ]

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