La storia del calcio a Venezia

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La squadra del Venezia rappresenta la storia del calcio veneto, tra alti e bassi di una città unica al mondo.

Per raccontare la storia del calcio veneziano, dobbiamo andarci a sedere in una trattoria purtroppo oggi scomparsa, la Trattoria Corte dell’Orso. Proprio a uno di quei tavoli di legno, nel dicembre del 1907, una ventina di amici e sportivi fonda il Venezia Calcio mettendo insieme due squadre dei dintorni, quella della Palestra Marziale di Mestre e la Costantino Reyer di Venezia. Non a caso siamo a tiro di schioppo dal campo di San Bartolomeo.

Il calcio veneziano nei primi anni del secolo scorso.

Il calcio non era certo quell’industria da soldi di oggi, la squadra dei leoni lagunari infatti si allenava nel campetto delle Chiovere, mentre le partite vere e proprie si disputavano nella pineta di Sant’Elena, dove ogni volta dovevano essere sistemate le porte e tracciate le linee del campo.

Le prime partite disputate dalla neonata società calcistica veneziana furono contro le vicine squadre delle città di Padova, Vicenza e Verona, oltre che con gli equipaggi delle navi che approdavano al porto della città lagunare.

La tradizione e la bellezza di Venezia non sempre si riflettono anche nel calcio.

Quella della Serenissima dovrebbe essere tra le squadre più importanti della Penisola, sia per data di fondazione che per altri meriti non solo sportivi: per esempio vanta il secondo stadio più antico d’Italia, con una vista mozzafiato, e una città alle spalle conosciuta in tutto il mondo.

Le cose però non sempre vanno come dovrebbero, e la storia calcistica del Venezia è fatta di alti e bassi, imprevisti, fallimenti e delusioni.

La storia calcistica del Venezia parte da lontano, ma non arriva altrettanto distante.

Ci sono voluti più di 30 anni, ai suoi tifosi, per vedere il Venezia in Serie A. Siamo negli anni ’40, in bacheca arriva la prima Coppa Italia e lo scudetto viene mancato di soli 3 punti. Sono gli anni d’oro del Venezia, con la promozione in A e le prime grandi soddisfazioni sportive. Ma la corsa si ferma poco dopo, con la guerra.

Da qui in poi è una lenta discesa verso gli inferi, con la serie B negli anni ’70, poi la C, infine il fallimento avvenuto nel 1983. Il primo fallimento, per l’esattezza.

Nel 1987 un imprenditore che diventerà molto noto nel mondo del calcio acquista la società veneziana. Il suo nome è Maurizio Zamparini ed è un personaggio che fa discutere  e a volte arrabbiare i tifosi. Zamparini salva il Venezia dal secondo fallimento, ma accorpa la società a quella del Mestre (ecco che ai colori nero-verdi tradizionali si aggiunge l’arancione).

Seguono anni di tribolazioni, di salite e discese tra Serie B e massima serie, fino alla Lega Pro e a un progetto di lungo termine che mira a far tornare il Venezia in Serie A.